Riconosciuto come il fondatore dell'arte astratta, Wassily Kandinsky nasce a Mosca nel 1866.
Suo padre è un ricco commerciante di tè e insieme alla famiglia viaggia molto. Studia diritto ed economia politica, materie di cui si occupa fin alla soglia dei trent'anni arrivando a ottenere una cattedra universitaria. Nel 1895 avviene la folgorazione. Davanti ai “Covoni”, dipinto di Monet esposto a Mosca all’interno di una mostra dedicata all’Impressionismo, capisce che la sua vocazione è la pittura. Kandinsky lascia quindi l’università e si trasferisce a Monaco intraprendendo la carriera di pittore. In un ambiente colto, aperto e cosmopolita Kandinsky incontra l’amico della vita, Franz Marc.
Entrambi amano i fauves, i pittori francesi che danno forza e vigore ai colori dell’impressionismo. Wassily e Marc credono fermamente che la pittura non sia un mezzo di rappresentazione ma di conoscenza e di ricerca dell’essenza. I due pittori amano l’azzurro, un colore profondo, che richiama l’idea di infinito, purezza e spirito. A Marc piace dipingere gli animali, soprattutto i cavalli, che per lui rappresentano lo slancio vitale. Kandinsky invece ama l’immagine fiabesca del cavaliere, che spesso raffigura in mirabolanti corse al galoppo. Nasce così il nome del nuovo gruppo di artisti che nel 1911 prende vita proprio da loro, il “Cavaliere Azzurro”.

Dipinto Kandinsky, Il cavaliere

I due giovani elaborano una teoria del colore, che enfatizza la sua valenza simbolica, la capacità di suscitare emozioni e le possibilità espressive in associazione con la forma. Il gruppo organizza mostre che richiamano pittori da tutta Europa e pubblicano nel 1912 l’omonima rivista, una sorta di almanacco che contiene immagini, poesie, brani musicali e testi teatrali. Il "Cavaliere azzurro" fu un’esperienza fondamentale nell’ambito delle avanguardie storiche che però verrà spazzata via dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale. È in quegli anni che Kandinsky inizia a volgere la sua pittura in direzione contraria alla figurazione. È il 1910 e Wassily porta nell’arte occidentale uno stile che rifiuta le forme di soggetti riconoscibili. È una rivoluzione. Il colore in sé, e non dunque il colore della cosa, guadagna piena dignità e può vivere senza il supporto di una rappresentazione.

Dipinto Kandinsky, astratto, Giallo, rosso, blu

Spesso si parla anche del rapporto di Kandinskij con la musica. Questo si fa ancora più forte a partire dal 1911 quando il pittore ascolta un concerto del compositore austriaco Arnold Schönberg. L’emozione che lo investe è talmente forte che subito il pittore la trasferisce in un quadro dal titolo “Impressione III, Concerto”. Come la musica, la pittura deve suscitare emozioni, muovere le corde dell’anima e per farlo deve diventare sempre di più simile ad essa, quindi eterea, immateriale, intangibile eppure potente e capace di commuovere come nessun’altra forma artistica.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Kandinsky lascia la Germania. Torna negli anni ‘20 dopo un periodo trascorso in Russia e diventa professore della prestigiosa Bauhaus, dove dirige l’atelier di pittura murale. I nazisti chiuderanno la scuola nel 1933. L’artista si trasferisce quindi a Parigi fino alla morte nel 1944. Sono gli anni in cui la sua ricerca si indirizza verso le potenzialità delle forme geometriche, tra le quali la sua preferita è il cerchio.

Dipinto Kndinsky, Impressione 3, Concerto