Nato a Livorno il 12 luglio del 1884, Amedeo Modigliani, affettuosamente chiamato “Dedo” dagli amici, e poi “Modì” in Francia, trascorre gli anni della sua formazione in Italia. La guida artistica di Guglielmo Micheli, di formazione macchiaiola, è fondamentale per il passo successivo: la scelta di abbandonare Livorno nel 1902 per andare a studiare alla Scuola Libera di Nudo a Firenze. Nel 1903 è la volta di Venezia, all’Istituto di Belle Arti, dove non manca di seguire lo studio dei pittori veneziani del Rinascimento, quali Giorgione, Tiziano Vecellio, Tintoretto.

Dipinto Modigliani, Autoritratto

Nel 1906 è a Montmartre dove affitta uno studio in rue Caulaincourt. Poco dopo si trasferisce a Montparnasse, rifugio per giovani pittori, scultori e incisori. Sebbene gli interessi di Modigliani vertano nella direzione dei simbolisti e guardino altresì a Gustav Klimt, Paul Gauguin e al Picasso del periodo Blu, la sua personalità non manca di imprimere alle sue opere uno stile unico e inconfondibile. Inizialmente lavora sulla pittura, accostandosi alla pennellata di Paul Cézanne; non soddisfatto dei suoi lavori, passa poi alla scultura, senza tuttavia abbandonare del tutto la pittura da cavalletto. La produzione pittorica si articola a partire dai primi ritratti volti ai familiari, ma ciò che a noi è pervenuto non è sufficiente a ricostruire adeguatamente i primi anni della carriera dell’artista. Maggiori, invece, sono gli schizzi fatti in Francia agli amici, nei caffè. Egli aveva senz’altro una personalità decisa: qualora un’opera non fosse di suo gusto, la distruggeva.

Dipinto Modigliani, Donna dagli occhi azzurri

Torna a dedicarsi alla pittura nel 1914 con una nuova consapevolezza, dovuta anche all’incontro fortunato con Paul Guillaume, giovane mercante francese, il quale consiglia a Modigliani di dedicarsi alla pittura, più appetibile per il mercato dell’arte rispetto alla scultura. Egli è anche il primo che sponsorizza il giovane Amedeo, ma ciò non basta per raggiungere la fama, che avverrà adeguatamente soltanto verso la fine della sua carriera e ancor più dopo la sua morte. Tuttavia, non è l’unica motivazione che porta l’artista a tornare sulla pittura: il peggioramento delle condizioni di salute non gli consentono di trattare materiali di difficile lavorazione, quali la pietra calcarea, che spesso sceglieva e utilizzava. L’ultimo, ma fondamentale, promotore dell’arte di Modigliani è il polacco Leopold Zborowski, scrittore e mercante d’arte che nel 1916 chiede l’esclusiva sulle sue opere in cambio di un compenso in franchi annuo, oltre che ospitalità nelle sue svariate case.

Dipinto Modigliani, La sposa e lo sposo

Nel 1917, Modigliani incontra la giovanissima pittrice Jeanne Hébuterne: i due si innamorano e vanno a vivere insieme in rue de la Grande-Chaumière a Montparnasse. Nello stesso periodo, la galleria Berthe Weill di Parigi organizza la prima esposizione di Modigliani, che viene tuttavia chiusa il giorno stesso dell’inaugurazione, per oltraggio alla morale pubblica (i nudi creavano infatti problemi). Nel 1918 le precarie condizioni di salute dell’artista si aggravano, ed è pertanto costretto a lasciare Parigi per trasferirsi al sud, per giovarsi del miglior clima. In estate soggiorna dunque tra Nizza e Cagnes-sur-Mer. Il 29 novembre del 1918 nasce Jeanne, figlia di Amedeo e di Jeanne. Nel maggio del 1919 Amedeo torna a Parigi e il mese successivo viene raggiunto da Jeanne, che si scopre nuovamente incinta. Ad agosto, l’artista espone a Londra, ricevendo plausi da parte della critica, ma negli ultimi mesi dell’anno la sua salute conosce un ulteriore tracollo. Muore il 24 gennaio 1920.

Dipinto Modigliani, Nudo seduto